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Redazionale - La libertà di non vaccinarsi può ledere chi si è già vaccinato?
La libertà si apprezza quando subisce limitazioni o è stata offesa da prevaricazioni ed ingiustizie. Quando eravamo in zona rossa per la pandemia avevamo capito che per difendere la salute personale e dei propri parenti si dovevano rispettare le regole che comprimevano, per il tempo necessario, la libertà dei cittadini. Poi sono arrivati i vaccini, le cure monoclonali, e l’Italia si è incamminata, come nel resto del mondo, per raggiungere l’immunizzazione della popolazione. In questo contesto tutte le paure e le speranze hanno accompagnato ed ispirato i comportamenti delle persone nella libera adesione al vaccino o nel rifiutarsi di riconoscerlo quale decisivo ed unico modo per sconfiggere il virus e le sue varianti.
Chi si è affidato (maggioranza) alla scienza in continuità con le scelte di una vita e chi ha ritenuto (minoranza) un’insidia malevola, se non letale, il vaccino quale strumento dei poteri finanziari ed occulti per governare il mondo.
Chi si è appellato alla libertà personale per non rispettare le leggi dello stato, ritenute liberticide e chi ritiene che la libertà personale debba conciliarsi con il diritto alla salute di tutti i cittadini. D’altra parte, chi ha negato che il virus è fonte di morte e di sofferenza non esprime né la realtà storica né una convincente e dimostrabile opinione.
Chi ha ritenuto l’obbligo a vaccinarsi (operatori sanitari, scolastici, forze dell’ordine) un dovere di servizio allo stato per salvaguardare la salute e la sicurezza di tutti i cittadini nessuno escluso. E chi si è defilato………
Ma la maggioranza degli italiani ha capito che il vaccino può farci riprendere la strada della libertà come sta avvenendo in questi giorni. Meno ospedalizzazioni e meno decessi. Un risultato che lo scorso anno ci limitavamo a sognare, tifando per gli scienziati mobilitati nella ricerca del vaccino. Purtroppo, ancora numerosi italiani si trincerano dietro le loro convinzioni per non vaccinarsi. Anzi, addirittura, alcuni considerano gli strumenti (green pass) e le opportunità di maggiore fruizione delle libertà, di socialità e mobilità una selezione discriminatoria come quella dei nazisti nei confronti degli ebrei.
In molti pretendono una libertà incontrollabile a prescindere dalle conseguenze su sé stessi e gli altri. Ma la costituzione ammette queste iperboli anarchiche?
Ma nel frattempo, nonostante tutto, in questi giorni con la complicità dell’estate, del sole, del mare e della voglia di contatti umani stiamo rischiando di passare, almeno, in Sicilia in zona gialla. L’aumento delle ospedalizzazioni e dei decessi (in maggioranza non vaccinati) ci porterebbe a fare inasprire le regole di contenimento della pandemia, facendoci arretrare in posizioni difensive che mai avremmo voluto rivivere. Il piano vaccinale continua la sua corsa che vorrebbe essere più veloce e capace di anticipare la variante delta in questa fase più disinvolta e veloce.
Da una parte i vaccinati che tendono alla immunizzazione ed alla conseguente liberazione da vincoli e restrizioni, e dall’altra i non vaccinati che aspirano a salvaguardare le proprie convinzioni ed i giudizi negazionisti in coerenza con il loro egoismo e la loro individualistica libertà.
Gaetano Mellia
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